Lo scrittore (non) affermato

Mi duole scriverlo perché investivo grandi speranze nella categoria, ma un altro profilo da tenere a debita distanza è sicuramente quello dello Scrittore (non) affermato.

Lo Scrittore non ti dà appuntamento, ti dice che “ci sarà”. Il luogo non è segnato sulla cartina ma, con un po’ di buona volontà lo trovo, si tratta di una piazzetta in cui ci sono dei locali che pubblicizzano il vino a “un euro” sorvegliati da simpatici spacciatori africani.
Tra una molestia e l’altra, ho aspettato mezz’ora sotto la pioggia, e, sul punto di andarmene (ricordate che lo scrittore non usa mezzi moderni come il cellulare), lo vedo arrivare.
Capello lungo raccolto in mezzacoda, occhialetto, inzuppato dentro a un giubbetto di lana colorata.

“Ciao, sono contenta che tu non te ne sia andata.  La colpa è del tram, ho dovuto prendere quello successivo perché sul primo c’era il controllore”.

AIUTO.

Entriamo nel locale meno scabroso e prendiamo da bere, stessa birra media per entrambi, almeno su una cosa siamo d’accordo.

La conversazione inizia, prosegue e termina con il racconto di tutta la sua vita.
Lo scrittore infatti ha fatto un’analisi accurata anzi, una psicoanalisi di se stesso dall’infanzia fino alla maturità e mi elenca i suoi “demoni interiori”, il rapporto con il “narcisismo egotico” di  sua madre e il “complesso edipico”, il “complesso di inferiorità” nei confronti di suo padre il quale, pover’uomo, oltre a mantenere gli studi di quello squattrinato del figlio, deve sentirsi anche rimproverare quanto la sua assenza gli abbia causato problemi e abbia provocato l’inizio della sua dipendenza da droghe.
In poche parole il poveraccio si spacca la schiena per dare soldi al figlio per studiare, il figlio però li usa per farsi le canne e riversa pure tutta la colpa sul padre.

‘Sti scrittori.

Lo Scrittore non ha un posto letto perché non vuole stabilità nella sua vita e così, per risparmiare, ha trovato in periferia quello che chiama un ‘posto divano’ nell’appartamento di una coppia che vuole arrotondare.
Da quello che percepisce il mio olfatto il risparmio non si è fermato al posto letto ma anche alla doccia…

A un certo punto, persa nei meandri della vita dello scrittore, mi vedo arrivare una ragazza con la valigia che si siede nel nostro tavolo.

                                       “Eccoti, ti ho cercato da tutte le parti”

Quest’altra ragazza, una ragazza conosciuta su internet che lo scrittore doveva ospitare a casa sua nel ‘posto divano’, era stata lasciata sola alla stazione dallo scrittore il quale, con un gioco di prestigio, l’aveva seminata per presentarsi all’appuntamento con me contando poi di andarla a riprendere una volta finito.

Questa comincia a parlare di droga e di rave party e io, con una scusa, mi alzo e cerco di filarmela.
Quasi arrivata a casa mi vedo lo Scrittore alle calcagna, il quale mi aveva raggiunta di corsa per dirmi di avere sbagliato e chiedermi quando ci saremmo potuti vedere in quanto

 “ha ancora molte cose da raccontarmi e io sono  l’unica che secondo lui può comprenderlo”.

Questa volta il gioco di prestigio l’ho fatto io e sono sparita immediatamente.

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3 thoughts on “Lo scrittore (non) affermato”

  1. Ho scoperto oggi il vostro blog e lo trovo fantastico😁 Qui su WordPress é pieno di scrittori come quello che hai descritto in questo racconto. Un sorriso😂

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