Il Rapper (s)conosciuto

Siccome sono una ragazza fuori dagli schemi, che è un modo gentile per non dire che sono un po’ fuori di testa, amo vestire i miei panni peggiori nell’ascoltare musica rap e nell’andare anche ai concerti.
Così, sperando di sfruttare l’occasione per fare nuove amicizie e nuovi/e compagni/e di concerti (chi ama andare ai concerti sa bene quanto sia importante raccogliere proseliti per riempire le cosiddette ‘macchinate’), mi sono recata a un evento in città, un ritrovo per soli amanti del genere musicale.
Appena arrivata, vista la gente lì presente, me ne sarei voluta già andare, però, siccome io fino a che non vado dal lupo con il mantello rosso per farmi mangiare, non sono contenta, sono stata lì fino alla fine.
Dopo i soliti dibattiti, triti e ritriti, è stata messa un po’ di musica e mi sono accomodata al bar bella tranquilla con la mia birretta.
Eccoti qui che mi arriva un tizio da destra il quale, con mossa strategica (non ho fatto in tempo a togliere la sedia con il piede come faccio di solito per evitare seccature), si siede di fianco a me ed esordisce con una frase ad effetto:

“Le donne al bancone che bevono mi ricordano sempre Bukowski”

“Ah sì?” rispondo io, girandomi dall’altra parte

“Come mai se qui?”

“Mi piace il rap, tu perché sei qui?”

“Ma come, ti piace il rap e non mi riconosci?”

Io lo guardo, lo scruto, lo riguardo ma in testa ho il vuoto mentale.
Mi immagino, speranzosa come tutte le donne, sia il mio principe che oggi si è  vestito da rospo per trovare la sua principessa.

” Non mi viene in mente niente…”

“Io sono Treninociufciuf”
(Il nome è di fantasia ma vi assicuro che il suo è altrettanto ridicolo)

Lo guardo esterrefatta, cercando di fissare il suo terzo occhio per evitare di scoppiargli a ridere in faccia.
Lui continua parlando di come è famoso lì in quella città, fa un complimento a se stesso poi uno a me, uno a se stesso e uno a me e così procede la conversazione, anzi, il monologo.
Un vero e proprio paraculo.
Gli dico che di lì a poco sarò a un concerto di un rapper, questo davvero conosciuto e un bravo artista e lui mi risponde che non crede di andare perché questo artista si è venduto, non fa più vera musica a differenza sua che, per il lavoro che fa ogni giorno, è sottovalutato perchè non si è venduto.

La settimana dopo mi reco al concerto dell’artista in questione e chi ti becco?
In Lombardia diremmo ‘Talllààà’.

Il Rapper (s)conosciuto che sta elogiando con il suo fare paraculo la security dell’artista in questione.
Una volta dentro, avendomi vista, cerca di ridarsi un tono:

“Sono venuto solo perché ‘Conoscenzaditurno’ mi ha fatto entrare, altrimenti non avrei dato i miei soldi a quel venduto”

“Certo Treninociufciuf”

A fine concerto arriva il suo amico Conoscenzaditurno che ci accenna la possibilità di conoscere l’artista di persona.
Ecco che Treninociufciuf diventa elettrico, prega, impreca, inizia a piangere e a dire

“Se dovessi conoscerlo mi metterei a piangere come una bambina, non ci posso credere, è il giorno più bello della mia vita”

Pochi minuti dopo però i piani cambiano e ci dicono che non sarebbe stato più possibile.
Ecco che Treninociufciuf si incupisce, diventa scuro in volto e conclude:

“è proprio un venduto bastardo”

Insomma,  per concludere con Bukowski, dato che è tanto amato da TreninoCiufCiuf:

“Non essere giù perché la tua donna ti ha lasciato: ne troverai un’altra e ti lascerà anche quella.”

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